Sono Manuele De Marco, videomaker e fotografo, con base in Veneto, tra Sarmede e Vittorio Veneto, in provincia di Treviso.
Il mio lavoro nasce dall’incontro tra tecnica, creatività e attenzione per le persone. Prima di iniziare un progetto ascolto, faccio domande e cerco di capire cosa deve essere raccontato. Poi costruisco il modo migliore per farlo attraverso luce, focali, composizione, movimento e ritmo. Lavoro principalmente tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, ma mi sposto in tutta Italia e all’estero quando il progetto lo richiede. Mi piace pensare che una bella immagine non debba essere soltanto esteticamente riuscita, ma debba avere un motivo per esistere e lasciare qualcosa a chi la guarda.
In ogni progetto porto un approccio cinematografico, maturato attraverso l’esperienza sui set e costruito intorno a una preparazione precisa.
Per spot, video aziendali e produzioni più strutturate lavoro con storyboard, scalette, testi e riferimenti visivi. Per videoclip e progetti narrativi parto spesso da una bozza di sceneggiatura, così da avere già in mente ciò che voglio raccontare prima ancora di iniziare a girare.
Scelgo con attenzione focali, luce, composizione e movimenti di camera, perché ogni scelta tecnica modifica il modo in cui una storia viene percepita.
L’esperienza nel cinema mi ha insegnato a pensare alla regia e al montaggio già durante le riprese. Questo mi permette di arrivare sul set con una visione precisa e di costruire immagini che abbiano già una direzione.
Poi arriva il montaggio, dove immagini, musica, suoni, effetti e movimento devono trovare il loro ritmo. È lì che tutte le scelte fatte durante la produzione prendono finalmente forma.
Negli anni ho lavorato come operatore, montatore e aiuto regia in produzioni cinematografiche e audiovisive, esperienza che ha formato profondamente il mio modo di lavorare.
Ho avuto l’opportunità di confrontarmi con professionisti come Luca Bigazzi, di collaborare con realtà legate a Mestiere Cinema e Wildside, e di essere responsabile video e successivamente vicedirettore del Vittorio Veneto Film Festival, dove ho seguito regie, dirette e incontri con ospiti del mondo del cinema, tra cui Enrico Vanzina, Pietro Sermonti, Martina Stella..
Parallelamente ho lavorato in contesti molto diversi: aziende e brand, pubblicità, medicina, musica, eventi, cultura e Luxury Wedding.
Nel tempo ho realizzato produzioni per realtà come Jacuzzi, Novartis, Roche, Ottica Demenego, Electrolux Professional, Dolomia, Sony Music, Lainox e International School of Florence, lavorando anche con agenzie, professionisti e team di produzione.
Questa varietà mi ha insegnato ad adattarmi rapidamente a persone, ambienti e obiettivi completamente diversi.
Il contesto cambia. Il mio modo di lavorare no: precisione, attenzione e uno sguardo cinematografico.
Non tutti si sentono a proprio agio davanti a una macchina fotografica. E non credo che debbano necessariamente esserlo.
Durante uno shooting mi piace prima di tutto ascoltare la persona che ho davanti. Parliamo, ci conosciamo e cerco di creare un ambiente in cui possa sentirsi libera di essere se stessa.
Negli anni mi è capitato spesso che uno shooting diventasse qualcosa di molto più personale: persone che si fermano a parlare, raccontano parti della propria vita e, a volte, si emozionano.
È una delle caratteristiche del mio lavoro a cui tengo di più.
Quando una persona smette di preoccuparsi di come dovrebbe apparire, posso finalmente fotografare chi è davvero.
Poi entra in gioco la tecnica: studio luce, ambiente, composizione e atmosfera per creare immagini diverse tra loro, evitando di trasformare ogni shooting in una semplice copia del precedente.
C’è una cosa che continua a sorprendermi del mio lavoro: la possibilità di trasformare qualcosa che dura pochi secondi in qualcosa che può rimanere per decenni.
Un video può riportarti dentro un momento vissuto vent’anni prima. Una fotografia può essere ritrovata tra cinquant’anni e raccontare una persona, un luogo o una parte della nostra vita che non esiste più.
È questo che mi affascina: lasciare qualcosa che possa essere ritrovato anche molto dopo.
Forse è proprio per questo che, ancora oggi, quando lavoro mi diverto così tanto.
Perché ogni volta che premo REC o scatto una fotografia, sto cercando di fermare un piccolo pezzo di tempo.
Raccontami la tua idea e troviamo insieme il modo migliore per trasformarla in immagini.